Bing



A differenza dei cartoni di cui ho scritto finora, questo di cui parlo oggi è piuttosto famoso. Ha perfino la sua pagina Wikipedia e con la sua immagine esiste tutta una serie di oggettistica varia che spazia dai giocattoli, ai colori, dall'abbigliamento alle riviste.

Il titolo del cartone prende il nome dal protagonista - Bing per l'appunto - che non è un motore di ricerca bensì un coniglio nero dai calzoni rossi. Bing vive in una normale casa umana assieme a un pupazzetto che sembra una specie di bambola fatta a maglia e riempita di gommapiuma. Questo pupazzetto si chiama Flop e di primo acchito sembra la spalla buffa del protagonista, quella che nei film di solito spara fesserie una dietro l'altra intanto che il personaggio principale risolve le missioni.

Invece non appena Flop inizia a parlare, ci accorgiamo che possiede una voce adulta e pacata, una voce responsabile, da educatore. E infatti, a quanto pare, Flop è proprio colui che si occupa di Bing, dal momento che quest'ultimo ha un'età imprecisata che potrebbe andare dai 3 ai 5 anni.

Anche gli amici di Bing appartengono ovviamente a questa fascia di età e ciascuno di essi ha come tutore un pupazzetto. E non solo, sembrerebbe che tutti gli adulti della città in cui vive Bing, siano rappresentati da pupazzetti dalle vaghe sembianze animalesche.

Per quale motivo questa scelta bizzarra? Perché i genitori o comunque gli adulti hanno un aspetto diverso dai bambini? A quanto pare nessuno lo sa per certo e in molti si sono sbizzarriti proponendo le teorie più varie per spiegare questo fenomeno.

Ma probabilmente questo fatto rimarrà un mistero insoluto.
Così come non esiste spiegazione alcuna del mistero per cui, nel mondo reale, nei pantaloncini per bambini vengono inseriti dei finti lacci in vita che NON servono a stringere i suddetti pantaloncini. Ma perché? Perché?

Ma torniamo a Bing, che essendo dotato di salopette, non ha il problema dei lacci che non stringono.

Bing ha essenzialmente tre amici: l'elefantina Sula, il panda Pando e la cugina coniglia Coco.
L'elefantina è una tipa tranquilla con cui Bing solitamente va d'amore e d'accordo, mentre col panda Pando ogni tanto c'è qualche screzio tra maschi. Pando poi ama moltissimo stare in canottiera e mutande e anche le poche volte in cui si presenta indossando dei calzoncini gialli, dopo mezzo minuto se li è già tolti.

Come contraltare al panda naturista, abbiamo la coniglia Coco che invece ha un abbigliamento particolarmente accessoriato: spille, lacci in spugna che manco negli anni '80, perfino pastelli di cera in testa. Sembra che abbia appena svaligiato un'edicola e si sia vestita con i gadget che si trovano nelle riviste per bambini e adolescenti.

Questa Coco a me sinceramente sta un po' sulle palline perché ha spesso un atteggiamento da stronzetta poco simpatico e petulante:
"Bing, sei troppo basso per fare questo! Ti misuro l'altezza, guarda sei rimpicciolito!"
"Bing, guarda come sono brava a fare questa cosa, gne gne"
"Bing, ma che costume ti sei messo, no, non va bene e soprattutto dammi quella corona che la voglio mettere io"
Per non parlare di quando disfa a tradimento la torre di cubetti che il povero Bing stava costruendo. E poi gli ride pure in faccia.

Comunque, gli screzi, le incomprensioni e i disaccordi fanno parte della vita quotidiana dei bambini di età prescolare (anche scolare, anche adulta, anche senile) e le storie di Bing trattano proprio di cose ordinarie e quotidiane. Quindi niente supereroi, supercattivi, magie o cose inesistenti. In Bing si mostrano le cose di tutti i giorni tipo: andare al parco giochi, disegnare bigliettini di auguri, farsi il bagno (rovesciando nella vasca mezza bottiglia di bagnoschiuma), imparare a fare le bolle di sapone, prepararsi per andare a dormire, affrontare un raffreddore ecc.

Il grado di aderenza al quotidiano raggiunge livelli che io sinceramente non avevo mai visto in un cartone: Bing che al parco pesta per sbaglio la cacca di un cane, Bing che nella foga del gioco si dimentica di fare la pipì e poi se la fa addosso, Bing che si siede sul water col suo mantello da supereroe facendolo per sbaglio andare dentro la tazza, Bing che nasconde nel water una scarpa della sua amica Sula per impedire che lei se ne torni a casa. Cose che nella realtà accadono veramente ma che non avevo mai visto in un cartone.

In ogni puntata c'è un qualche imprevisto o comunque qualcosa che turba la tranquillità della situazione, ma Flop e gli altri educatori intervengono prontamente e risolvono la situazione facendo capire ai bambini un eventuale sbaglio nel loro comportamento. Gli educatori, oltre a dare spiegazioni, partecipano attivamente a tutte le attività dei bambini e sanno sempre qual è il momento giusto per farsi da parte.

Alla fine di ogni episodio, Bing fa un breve riassunto di quello che è successo in puntata. Mi piace questa cosa perché vengono estrapolati i punti chiave della storia, evidenziandone l'elemento istruttivo/educativo. Ed è un ottimo esempio di come fare un riassunto!

Nel complesso, quello che può rendere perplesso lo spettatore adulto (e fargli credere di star guardando un cartone di fantascienza) risiede nel fatto che Flop e gli altri educatori sono sempre pacati, tranquilli, non perdono mai la pazienza, dicono sempre la cosa giusta al momento giusto. E pure i personaggi-bambini hanno qualcosa di inverosimile perché obbediscono prontamente, non si fanno dire le cose due volte e in qualche modo pendono dalle labbra dei loro tutori. Proprio come succede nella realtà. Uguale.

Visto che il cartone è indirizzato ai bambini, è giusto che vengano proposti modelli che incoraggiano al buon comportamento però la domanda che mi sorge è: perché non fanno un cartone del genere indirizzato agli adulti dove i personaggi-bambini si comportano in maniera più realistica e così magari vediamo un po' quali strategie usano gli educatori per risolvere le molteplici problematiche che i genitori devono affrontare quotidianamente?

Tipo adesso: com'è che mi ritrovo la sabbia cinetica sul divano? E sì che l'avrò detto quel milione di volte: "la sabbia solo sul tavolo!".

Flop aiutami tu.




Bing va in onda su Rai Yoyo e su Dea Junior.

Commenti

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. n primis bentornata!!!!!!! Sono molto contento di poterti rileggere. Venendo al tuo post mi ha davvero colpito ed interessato questo cartone, penso che nonostante la mia età un po' cresciutella proverò a guardarlo una volta perché sono davvero curioso di vederlo visto quanto è particolare ed atipico rispetto a tutti gli altri cartoni del genere.

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    1. Che gentile, Daniele. Molte grazie per il bentornata!
      Questo cartone effettivamente si distingue dagli altri per il fatto che tratta temi molto più quotidiani di quelli che si vedono di solito e nei titoli di coda appare anche il nome di un consulente educativo che immagino partecipi nel consigliare le strategie di comportamento dei personaggi adulti.
      Ho letto inoltre che un episodio in particolare non viene più trasmesso dalla BBC perché mostra un non corretto modo di trattare le bruciature e cioè col ghiaccio: a quanto pare NON bisogna usarlo che si fa peggio.
      L'aspetto educativo in questo cartone è molto presente ma non in maniera pesante e a quanto pare i bambini lo apprezzano molto.

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  3. Ciao Gufo! Interessante quello che scrivi. Molte volte i programmi educativi peccano di una certa astrazione, dato che nella realtà genitori o educatori non sono sempre così imperturbabili e i bambini non sono sempre tanto pronti a obbedire. Un po' più di realismo ci starebbe!

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    1. Io mi chiedo: è possibile essere educativi ma allo stesso tempo realistici, nei cartoni? Perché spesso c'è questa sovrabbondanza di zucchero e buoni sentimenti che per carità, io amo i buoni sentimenti, però vorrei fossero presentati in modo meno sdolcinato, che mi si cariano i denti! E gli adulti sono o bravi e buoni, oppure malvagi, senza vie di mezzo.

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